La card di St.Louis è stata eccezionale, davvero non è mancato nulla all’evento, tutti i match della main card raccontati nelle nostre pagelle di UFC Fight Night 124.

Darren Elkins batte Michael Johnson per sottomissione a 2:22 del R2

Darren Elkins 6,5: è l’uomo dei comeback. Nel primo round patisce tremendamente lo striking di Johnson prendendo tanti colpi pesanti, ma ancora una volta riesce a ribaltare l’andamento del match trovando. Dopo svariati tentativi andati a vuoto, finalmente il takedown in apertura di secondo round, grazie ad un leg kick intercettato. Da quel momento il match si ribalta, è lui a mettere buoni colpi, in ground&pound, fino a quando riesce prendere la schiena in una fase di scramble e a chiudere la rear-naked choke. Anche questa volta finisce con il volto martoriato ma con il braccio alzato, alla luce delle sei vittorie consecutive messe in fila lo aspetta quasi certamente un top contender, che potrebbe essere Josh Emmett nel caso quest’ultimo non dovesse ottenere un incontro con Ortega.

Michael Johnson 5,5: tutto sommato non è esordio completamente da buttare quello di “The Menace” nei pesi piuma. Specie per quanto fatto vedere in un primo round ottimo, caratterizzato da una velocità di colpi impressionante e da una boxe che, nonostante sia ormai un veterano, continua a migliorare di match in match. L’unica cosa negativa per lui è stata anche la più importante, il risultato, l’ottava sconfitta in carriera per sottomissione è lampante dimostrazione che la sua lotta non è al livello dello striking. Nonostante una striscia negativa di tre finalizzazioni subite dovrebbe avere comunque altre occasioni per dimostrare il proprio valore, quantomeno come test per giovani in rampa di lancio.

Kamaru Usman batte Emil Meek per decisione unanime

Kamru Usman 7: aveva di fronte uno striker pericoloso e imprevedibile, un matchup molto complicato, con un atleta che non era neppure nei top 15, tutto da perdere e ben poco da guadagnare. L’unica cosa importante per lui era portare a casa la vittoria per non compromettere la sua scalata alla divisione bruciandosi contro un avversario molto sotto di lui, la tattica più facile e con meno rischi era proprio quella attuata. Puntare tutto sul suo sopraffino wrestling e non rischiare in piedi, punto di forza di Meek, il risultato è stato un match dominato totalmente in cui ha controllato a terra il norvegese per quasi gli interi 15 minuti. Vittoria portata a casa come avrebbe dovuto che lo proietta verso gli scenari più alti della divisione.

Emil Meek 5: male il norvegese, che aveva la chance per fare il grande salto nel ranking e ha fallito nettamente. Per questo livello non è ancora pronto, vale indubbiamente la UFC e rimane anche tra i più interessanti prospetti della divisione, ma per arrivare in alto davvero ha ancora da lavorare, soprattutto per quanto riguarda il wrestling. In piedi per quei pochi scambi fatti, ha fatto vedere ottime cose e anche a terra si è difeso tutto sommato bene, limitando i danni, ma la difesa dei takedwon va migliorata consistentemente. Con un matchmaking adeguato e graduale può comunque, nel giro di qualche anno, arrivare veramente in alto.

Jessica-Rose Clark batte Paige VanZant per decisione unanime

Jessica-Rose Clark 5,5:  vince ma non convince. Fa il minimo indispensabile per portare a casa. Ha vinto i primi due round portando a terra l’avversaria controllando e facendo il minimo indispensabile per evitare che l’arbitro la facesse rialzare, sfruttando più le lacune della VanZant più che le sue abilità. Nel terzo round, non portando l’incontro a terra, si fa addirittura battere da un’avversaria con un braccio rotto con cui non poteva colpire. Seppur vincente, veramente nulla di eccezionale.

Paige Vanzant 5: brutta prestazione. Per l’ennesima volta dimostra gravi e pesanti lacune nel grappling, su cui ha ancora tantissimo da lavorare per raggiungere un livello degno del palcoscenico in cui combatte. L’unica nota positiva, che le vale anche mezzo voto in più, è la notevole tenacia che la spinge prima a non battere trovandosi chiusa in un triangolo, seppur non perfetto, e poi a vincere il terzo round nonostante il braccio destro rotto nel corso del primo round. Non è al livello della maggior parte del roster femminile della compagnia ma il suo posto non credo sarà mai a rischio, più per doti naturali che tecniche.

Jeremy Stephens batte Doo Ho Choi per TKO a 2:36  del R2

Jeremy Stephens 7,5: grandissima prova per “Lil’ Heathen”, che diventa il primo fighter a finalizzare Doo Ho Choi. Aveva avvisato il giovane coreano che usare la mascella come difesa per il suo striking  non avrebbe funzionato, ed è stato proprio così. Match in crescendo il suo, dopo una partenza sofferta in cui l’avversario stava facendo vedere tutto il suo potenziale avendo la meglio in quasi tutti gli scambi è riuscito a piazzare un paio di colpi nel finale che Choi ha sentito. Nel secondo round ha preso in mano il controllo dell’incontro, trovando con continuità a bersaglio i colpi, fino al gancio destro che ha mandato al tappetto il coreano, seguito poi da un brutale ground&pound su cui l’arbitro non ha potuto far altro che fermare l’incontro. Non metteva in fila due vittorie dal 2014 e credo meriti come giusto premio un incontro contro un avversario quotato, i nomi in mancano, in una divisione ricca di talento che finalmente sta rinascendo dopo il confusionario impasse del “regno” McGregor.

Doo Ho Choi 5: rimandato per la seconda volta consecutiva. Vale per certi versi il discorso fatto per Meek: ha talento ma non è ancora visibilmente pronto per i top di categoria. Nonostante un’ottima partenza in cui ha dato prova di avere un ottimo striking ha palesato, come contro Swanson, gravi lacune difensive, e questa volta la sua mascella non ha retto come nel caso precedente. Ha tutti i numeri per avere un futuro roseo, il brutto però è che dovrà fermarsi per qualche anno a causa del servizio militare obbligatorio in Corea.

Commenti
, , ,
Andrea Brenna

Studente di Scienze umanistiche per la comunicazione e grande appassionato di sport, scopro le MMA solamente un paio di anni fa ma è stato subito amore a prima vista.

Leggi anche