Tornano puntuali i nostri voti ai protagonisti della main card dell’evento del weekend, questa volta è il turno delle pagelle di UFC Fight Night 120.

 

Clay Guida 7,5: È sempre difficile giudicare un match durato un minuto, detto questo la prestazione di Guida è stata comunque ottima. Con una violenta combinazione è riuscito a piegare le gambe dell’avversario, mettendolo a terra con un preciso montante alla mascella, è stato poi perfetto nel rischiare seguendo Lauzon a terra per continuare con il ground&pound non consentendogli di riprendersi, costringendo l’arbitro a fermare immediatamente l’incontro.

Joe Lauzon 4: Difficile da giudicare anche la sua di prova ma che visto il risultato non può che essere fortemente negativa. Non è riuscito a imporre il suo straordinario ground game, anzi è stato poco accorto nella breve fase in piedi dell’incontro, si è scoperto, è stato toccato pesantemente alla mascella e da lì non è più riuscito a riprendersi. Resta comunque un fighter tosto che può ancora avere spazio all’interno del roster, soprattutto come test per i giovani in rampa di lancio della divisione.

 

Rapahel Assuncao 8: Grandissima prestazione del brasiliano che demolisce per due round il suo avversario fino a metterlo brutalmente KO nel terzo, dando prova di aver migliorato moltissimo il suo strinking. Impressionante la potenza dei suoi leg kick che hanno limitato sempre di più la mobilità di Lopez, non scopriamo comunque niente di nuovo, il valore di Assuncao come fighter è noto, ma è parso finalmente tornato ai livelli prima di quella serie di infortuni che ne ha condizionato la scalata al titolo. Il posto lasciato vuoto da Cruz contro Rivera sembra essere una ghiottissima occasione per lui, batterlo significherebbe probabilmente guadagnarsi la tanto agognata chance titolata.

Matthew Lopez 4,5: Per un wrestler quello contro un specialista del BJJ è sempre un brutto incontro e infatti Lopez ha preferito evitare di portare a terra Assuncao preferendo impostare il match sullo striking. Di per sé il gameplay non era nemmeno sbagliato visto le straordinarie abilità a terra del rivale, ma il brasiliano era di un altro livello anche in piedi e per lui non c’è stato nulla da fare finendo per essere dominato e finalizzato. Lopez ci ha provato ma nulla ha potuto davanti a un avversario troppo più forte ed esperto. Probabilmente è stato mandato con troppa fretta contro un top di categoria, avrà comunque modo di riprendere la scalata al ranking nei prossimi match.

 

Cezar Ferreira 5,5: La premessa che vale per entrambi è che si è trattato di un match con pochissima azione nei primi due round e difficile da giudicare. Andando a ritroso il terzo round è nettamente di Ferreira mentre il secondo di Marquardt, la split decision che è uscita dai cartellini dei giudici si è giocata su un primo round veramente difficile da assegnare. Personalmente avrei dato un 29-28 Marquardt ma il primo round vista la carenza di emozioni offerte risulta difficile da giudicare con certezza e non è assolutamente uno scandalo che due giudici su tre lo abbiano visto in favore del brasiliano. Detto ciò, “Mutante” ha faticato in piedi subendo anche qualche colpo pesante nel secondo round, ma quando nel terzo round è riuscito finalmente ad imporre il suo ground game portando a terra ha controllato l’avversario con relativa facilità, nel complesso prestazione tutt’altro che esaltante.

Nate Marquardt 5,5: Vale la stesa premessa fatta per l’avversario. A 38 anni comunque Nate “The Great” è un fighter in netta fase calante e ne ha dato ancora una volta prova, in piedi sembrava superiore tanto che è anche riuscito ad ottenere un knockdown nel corso del secondo round, a mancargli è stato il ritmo. Fosse riuscito ad imprimere maggiormente il suo striking portando colpi con una certa costanza avrebbe probabilmente portato a casa il match. Oltretutto nonostante la poca attività nei primi due è comunque riuscito ad arrivare al terzo round visibilmente a corto di fiato finendo facilmente vittima dei takedown di Ferriera. Forse può ancora regalare qualche emozione ai suoi vecchi fans perchè le pesantezza delle sue mani rimane pur sempre notevole ma fossi in lui considererei anche il ritiro.

 

Andrei Arlovski 7: Abbiamo assistito con piacere finalmente a una bella prestazione del  bielorusso. Gestione ottimale della distanza e del vantaggio nell’allungo gli hanno consentito di battere in maniera netta Albini, è sembrato anche in una forma fisica migliore rispetto alle ultime uscite e infatti anche la sua mascella ha retto i colpi subiti. Dopo cinque sconfitte di fila e con una mascella ormai compromessa non avrebbe dovuto disdegnare di uscire di scena con questa vittoria, invece dice di avere ancora un paio di anni di attività davanti. Dubito che sia l’inizio di una nuova scalata della divisone ma davanti a una leggenda come lui mai dire mai, ottima prestazione comunque.

Junior Albini 5: Mi aspettavo tutta un’altra prestazione del brasiliano che è finito un po’ inaspettatamente vittima di Arlovski perdendo tutti e tre i round. La differenza in negativo per lui è stata la mancanza di esperienza. Arlovski da buon veterano ha gestito il maggiore allungo ottimamente e il giovane brasiliano non è riuscito ad aggiustare in corso d’opera il proprio gameplan. Albini tuttavia ha fatto vedere a tratti dei buoni colpi e ha sicuramente dimostrato di avere anche una buonissima mascella. Insomma sembra avere un buon potenziale e nella attuale divisone pesi massimi penso possa raggiungere la top 10 in fretta.

 

Matt Brown 9: Sembra il finale perfetto di una favola, concludere una bellissima carriera con un KO spaventoso. La durezza mentale e fisica di quest’uomo è incredibile, ha atteso paziente il suo momento lasciando sfogare Sanchez difendendo ottimamente tre tentativi di takedown e resistendo a un pesante calcio al corpo. Quando Sanchez gli ha lasciato spazio scoprendosi troppo ha intercettato un calcio e lo ha colpito con una gomitata spaventosa che ha completamente spento Sanchez. Non vedo un motivo per tornare a combattere di nuovo non essendoci maniera migliore di chiudere la sua carriera, prestazione eccezionale, bonus post-fight, la scena con i figli nell’ottagono bellissima. Meglio di così non si può chiedere.

Diego Sanchez 4: Seconda sconfitta di fila per KO, è un segnale più che evidente che Diego Sanchez non è più il fighter che tutti conoscevamo e che gli anni sono passati. La tenacia e il modo di combattere non è cambiata e rimane lodevole la grinta che trasmette ogni volta che entra nell’ottagono, semplicemente il suo corpo non regge più certi colpi. Anche in questo match parte a tutta caricando a testa bassa, ma si scopre troppo e viene brutalmente punito da Brown finendo completamente incosciente al tappeto. E’ evidente che ormai sarebbe meglio per lui appendere i guantini al chiodo però d’altro canto sarebbe veramente un pessimo modo per concludere una carriera quasi leggendaria lasciare così.

 

Dustin Poirier 8: Ha letteralmente demolito Pettis fisicamente e forse anche mentalmente. Gameplan eccellente, mettere pressione in piedi, costringerlo spalle a parete e poi portarlo a terra cercando di punire in ground&pound, accettando anche di rischiare qualcosa visto il livello del submission game di Pettis. Lo ha eseguito alla perfezione e i tagli inflitti al viso di Pettis ne hanno compromesso irrimediabilmente l’incontro. Nonostante un finale confuso ne è venuto fuori un match bellissimo che ha portato a casa meritatamente legittimando la propria posizione tra i top di categoria.

Anthony Pettis 4,5: È incredibile quanto “Showtime” soffra quando viene messo sotto pressione dall’avversario e Poirier ha sfruttato al meglio questo suo difetto. Ha parzialmente dalla sua l’infortunio alle costole che sembra averlo costretto al tap e il fatto che le ferite subite al viso sanguinassero così copiosamente da impedirgli quasi la vista. Nonostante questo la prestazione non può che essere negativa, del fighter spettacolare che era sembra non esserci traccia, se non per qualche apprezzabile movimento spalle a terra di alta qualità, ma non è riuscito minimamente ad arginare Poirier subendo sia lo striking che il wrestling dell’avversario. Sinceramente sembra che per riavere il vero “Showtime” serva una scossa perché qualcosa non va, forse potrebbe fargli bene un cambio di camp, ma sembra in difficoltà a livello mentale quando entra in gabbia.

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Andrea Brenna

Studente di Scienze umanistiche per la comunicazione e grande appassionato di sport, scopro le MMA solamente un paio di anni fa ma è stato subito amore a prima vista.

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