Squalifica Mara Romero Borella, di seguito un riassunto delle vicende che hanno visto protagonista la lottatrice italiana negli ultimi giorni.

Non c’è pace per Mara “Maravilla” Romero Borella. Questa settimana alla lottatrice è stata comunicata una nuova squalifica da parte di NADO Italia, squalifica che si accumula con quella ricevuta nel 2014 e attualmente in corso. Ripercorriamo le vicende di cronaca che hanno portato alla creazione di un intricato labirinto che si snoda tra faccende di giustizia ordinaria e sportiva.

I fatti di cronaca

Nel 2012, “Maravilla” (all’anagrafe Maria Chiara) era stata arrestata nel corso di una maxi operazione che ha visto 37 arresti, denominata “Operazione Flanker”. L’accusa a carico di Borella era spaccio di stupefacenti nel mondo del rugby e di alcuni locali del Piacentino. Borella ha passato un periodo in carcere e, in seguito, agli arresti domiciliari.

Quello che non è noto a tutti, però, è quanto sostenuto in un post sui social dall’ex allenatore di Borella, Gian Luigi Tedoldi. I due, all’epoca delle vicende, non avevano ancora iniziato a collaborare insieme, ma da lì a poco avrebbero dato via a un sodalizio che ha portato Borella a combattere in UFC. I due hanno avuto anche una relazione sentimentale per qualche tempo. Tedoldi, in poche parole, sostiene che Mara Borella sia risultata estranea ai fatti. Qui si chiudono le vicende che riguardano la giustizia ordinaria.

La prima squalifica

La giustizia sportiva, però, ha seguito un altro percorso e altre modalità. All’epoca dei fatti, Mara praticava bodybuilding a livello professionista. In seguito alle accuse della giustizia ordinaria, Borella ha ricevuto nel 2014 anche un’inibizione di 15 anni da parte del Tribunale Nazionale Antidoping. L’inibizione termina nel 2029.

L’inibizione impedisce a Mara Romero Borella di “frequentare in Italia gli impianti sportivi, gli spazi destinati agli atleti ed al personale addetto ovvero a prendere parte alle manifestazioni od eventi sportivi che si tengono sul territorio nazionale o sono organizzati” dal CONI, dalle Federazioni Sportive Nazionali, dalle Discipline Sportive Associate o dagli Enti di Promozione Sportiva.

Simone Tabaglio, autore di MMA Arena nonché ex compagno di team di Borella, ha scritto di recente un pezzo che aggiunge un nuovo tassello a questo intricato puzzle. Tabaglio sostiene che Mara Borella sia risultata positiva a cannabis nel corso di una gara di body-building. Nella prima sentenza del Tribunale Nazionale Antidoping (da qui in poi TNA), però, non c’è traccia di tutto questo. L’accusa riportata è quella di “traffico o tentato traffico” e “somministrazione o tentata somministrazione di sostanze vietate o metodi proibiti”. La squalifica minima in caso di positività a sostanze proibite è di quattro anni, come visto nel caso di Raffaele D’Eligio, pur con le differenze del caso. Borella non ha ricevuto quindici anni “per una canna”, come scrive qualcuno sui social in questi giorni sui social.

L’esordio nelle MMA

Nel frattempo, Borella ha esordito nelle MMA professionistiche accompagnata da Tedoldi, nonostante l’accusa a suo carico da parte del TNA. La lottatrice, inoltre, risulta essere anche tesserata FIKBMS (federazione riconosciuta dal CONI) tramite la palestra con a capo Tedoldi. Nel post sui social citato in precedenza, l’ex allenatore di “Maravilla” ha dichiarato che a loro non è mai arrivata alcuna comunicazione della squalifica del TNA a carico di Mara. I due erano all’oscuro di tutto.

Il percorso sportivo di Mara Borella ha portato la lottatrice italiana in UFC. “Maravilla” ha combattuto e si è sottoposta ai controlli antidoping USADA senza mai risultare positiva. In totale, sono cinque i controlli effettuati al momenti sull’atleta italiana. “Maravilla” non ha mai ricevuto alcuna interdizione alle competizioni da parte della UFC, a conferma di quanto sostenuto sopra da Tedoldi.

La seconda squalifica

Questa settimana “Maravilla” ha ricevuto una nuova squalifica da parte del TNA. Borella è rea di aver presenziato in eventi patrocinati dal CONI oppure in associazioni che aderiscono ad esso, nonostante l’inibizione a suo carico. Nella sentenza viene citato l’articolo 4.12.3 delle Norme Sportive Antidoping, che riguarda la “violazione del divieto di partecipazione durante una squalifica”.

Il tempo della nuova interdizione va a sommarsi con il precedente, motivo per cui la squalifica entrerà in vigore nel 2029 e finirà nel 2044.

E ora?

Nelle ultime ora la notizia è stata ripresa dalle maggiori testate internazionali di MMA dopo essere stata pubblicata in inglese dal sito MMA-Today. Molti giornalisti provano a rispondere alla domanda sul come può Borella combattere in UFC pur con a carico una doppia qualifica NADO.

Per farla semplice, NADO sottosta al regolamento stilato dalla World Anti-Doping Association. Anche USADA riconosce il regolamento WADA, perciò dovrebbe avvalere una squalifica promulgata da una qualsiasi delle organizzazioni sotto WADA. UFC, però, non è tenuta a rispettare le squalifiche WADA.

Una possibile spiegazione potrebbe essere il fatto che Borella non sia mai risultata positiva a un test antidoping (salvo per le recenti dichiarazioni di Tabaglio, che però non trovano riscontro). Dato che non ha mai fallito un test antidoping, per la UFC “Maravilla” risulta pulita. Di sicuro nelle prossime ore si avranno delle risposte più accurate riguardo questa particolare situazione. Mara Romero Borella ha preferito non commentare la notizia.

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Tudor Leonte

Alla perenne rincorsa del tesserino da giornalista pubblicista, ho scritto, tra le altre cose, di arti marziali miste per alcune testate giornalistiche come Quotidiano Piemontese, News.Superscommesse.it, realtà locali come IlVergante.com e altri siti del settore come MMAMania.it

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