La UFC ha concluso il proprio 2017 con un pay-per-view che si preannunciava elettrizzante ma che ha vissuto molti alti e bassi, noi li abbiamo riassunti nella consueta rubrica, con le pagelle di UFC 219.

Marvin Vettori e Omari Akhmedov pareggiano con decisione maggioritaria (28-28,29-28-28)

Marvin Vettori 5,5: che gli piaccia o meno la decisione non lo ha certo penalizzato, a maggior ragione se consideriamo che dovevano essere in vigore le vecchie regole. I primi due round li ha persi e anche male, dando l’impressione di essere un po’bloccato. Nel primo ha subito lo striking di Akhmedov molto più di ogni previsione, prendendo veramente tanti colpi puliti, e qui proprio l’unica cosa da salvare del round, la dimostrazione di una mascella notevole. Nel secondo il copione sostanzialmente si ripete, se non con un dominio meno netto del russo e due bei tentativi di sottomissione schiena a terra di Marvin, che per quanto belli non bastano per portarsi a casa il round. Nell’ultimo round invece viene fuori un Vettori diversissimo, cresce di ritmo e di convinzione, portando colpi duri e puliti e finalmente quel ground game da sopra che è una delle sue armi migliori e che incomprensibilmente non si era visto nei round precedenti, mettendo Akhmedov in seria difficoltà. Ancora una volta, come nel match con Carlos Junior seppur abbia dato complessivamente l’idea di essere il fighter più forte tra i due aveva perso due round su tre e un 10-8 nel terzo, con le vecchie regole, è veramente tirato. Purtroppo per raggiungere il livello della top 15 c’è ancora da lavorare

Omari Akhmedov 5,5: due ottimi round, caratterizzati da uno striking più preciso rispetto a Vettori e tanti colpi andati a bersaglio. Nel terzo round però si spegne completamente quando il vero Vettori viene fuori e viene salvato dalla sirena. Come da previsioni si dimostra durissimo e nonostante i tanti colpi resta in piedi. Nel complesso non impressiona di certo ma da prova di grande completezza e maturità.

Neil Magny batte Carlos Condit per decisione unanime (30-27, 30-27, 29-28)

Neil Magny 6,5: vittoria netta e meritata ma certamente non esaltante. Aveva davanti uno striker fenomenale e ha fatto la cosa più intelligente per vincere: provare ogni takedown possibile. Soprattutto nei primi due round è riuscito con sorprendente facilità a portare a terra Condit e nel terzo ha sfruttato bene l’enorme vantaggio nell’allungo che aveva tenendo lontano il suo avversario. Prestazione intelligente ma abbastanza noiosa, per arrivare in alto credo serva altro.

Carlos Condit 4: irriconoscibile il “Natural Born Killer”. Apparso impacciato e completamente privo di quella ferocia agonistica che aveva caratterizzato i momenti d’oro della sua carriera. Sicuramente la “ring rust” accumulata in un anno e mezzo di completa pausa dallo sport si è sentita ma da suo grande estimatore non so se gli convenga andare avanti. Soprattutto in queste condizioni, quello di UFC 219 non era il vero Carlos Condit, ma solo una sua brutta copia lenta e demotivata.

Carla Esparza batte Cynthia Calvillo per decisione unanime (29-28 X3)

Carla Esparza 7:  prestazione solida per l’ex campionessa. La sua maggiore minaccia sarebbe dovuta essere il wrestling e invece ha vinto grazie al suo striking. Studiata bene l’avversaria è riuscita a mettere molti più colpi dalla distanza, tutti apparsi calibrati e studiati e parte di un gameplan solidissimo. Seconda vittoria consecutiva e prestazione ottima, tuttavia penso che non riuscirà a riprendersi il suo titolo avendo ma resterà una ottima gatekeeper.

Cynthia Calvillo 5: rimandata. Era al primo vero test di alto livello della sua carriera e ha fallito malamente. Ne esce ridimensionata, nonostante abbia vinto bene il primo round non è riuscita a dargli un seguito, subendo per i due restanti lo striking di una Esparza apparsa più preparata di lei. Le serve ancora tanto lavoro per puntare al top e questa prima sconfitta in carriera potrebbe farle bene. Se anziché lamentarsi della decisione, per altro ineccepibile, ragionasse su cosa deve ancora migliorare potrebbe tornare presto nella colonna dei vincitori, anche perché almeno fino a prima dell’evento la UFC puntava molto su di lei.

Dan Hooker batte Marc Diakese per sottomissione a 0.42 del R3

Dan Hooker 7,5: grandissima performance per Hooker che proprio come la Esparza ridimensiona ancor più pesantemente una nuova leva su cui la UFC puntava molto. Veramente ottimo il suo incontro, dominato sotto ogni aspetto. Nel primo round grazie ad una costante pressione riesce ad avere la meglio in piedi, nel secondo domina completamente l’avversario a terra e nel terzo chiude il match con una ghigliottina mentre Diakese cercava di mettere a segno un takedown. Due vittorie in altrettanti match da quando è salito nei pesi leggeri potrebbero essere più che sufficienti per avere un match con un avversario a ridosso della top 15.

Marc Diakese 4,5: malissimo Diakese che subisce la seconda sconfitta consecutiva e addirittura la prima finalizzazione in carriera. Deve lavorare e tanto ancora, soprattutto a livello di gestione dell’incontro, avendo perso i primi due round ed avendo sofferto tremendamente a terra contro Hooker nel secondo round vorrei capire cosa lo abbia spinto a provare quell’insensato e orribile takedown, a maggior ragione se finalmente stava riuscendo a portare i primi colpi pesanti caratteristici del suo repertorio. Con uno score di 2-2 nell’ottagono non credo sia ancora a rischio, certamente però ha subito una battuta d’arresto molto pesante e per tornare ad avere la considerazione che aveva qualche mese dovrà ricominciare a vincere e convincere al più presto.

Khabib Nurmagomedov batte Edson Barboza per decisione unanime (30-25, 30-25, 30-24)

Khabib Nurmagomedov 9,5: spettacolo, quando combatte è uno show. Dominio completo e totale, a tratti imbarazzante. Aveva davanti un fighter pericoloso e molto ostico per lui e lo ha semplicemente distrutto. Per molti avrebbe dovuto soffrire lo striking di Barboza e invece anche in quell’aspetto lo ha surclassato. Ogni takedown era preceduto e aperto da un’ottima sequenza di colpi che rendeva possibile il cambio di livello dimostrando a tutti di essere fighter di MMA a 360 gradi. Del consueto massacro compiuto a terra è quasi inutile parlare dato che il suo wrestling e ground game è qualcosa di superlativo e nessuno al mondo è al suo livello. Non ci sono più dubbi Khabib è una macchina da guerra tremendamente completa e adesso merita di affrontare un match titolato e chiunque dei due campioni della divisone sarà a trovarselo davanti dovrà sfoderare una prestazione perfetta per riuscire a batterlo perché che sente l’odore del sangue l’Aquila è ancora più affamata.

Edson Barboza 5,5: forse sono stato anche fin troppo basso con il suo voto. Ha perso e malissimo, venendo praticamente fatto a pezzi. Ma cosa avrebbe dovuto fare di diverso, ci ha provato fino alla fine a piazzare il colpo risolutore, non ha mai mollato ed è riuscito ad arrivare ai punti, ma più di così cosa doveva fare. Il Nurmagomedov in perfetta forma fisica che si è trovato di fronte è una sottospecie di mostro pressoché imbattibile. Onore a lui che ci ha provato e non ha ceduto dimostrando comunque di valere i top di categoria.

Cris Cyborg batte Holly Holm per decisione unanime (49-46, 48-47, 48-47)

Cris Cyborg 7,5: ancora una volta dominante. Non ci sono ormai più avversarie che la possano impensierire realmente, anche perché la sua divisione non esiste. Il suo striking è a un altro livello, persino per una campionessa mondiale di pugilato come la Holm. Niente da fare in piedi Cyborg è imbattile. Il footwork dell’americana l’aveva messa in difficoltà nei primi due round, non riuscendo a trovare le giuste distanze per andare a segno con costanza ma alla lunga è venuta fuori la sua straripante potenza e si è aggiudicata il match nettamente seppur ai punti. Il futuro è sempre un punto interrogativo dato che non ci sono veramente avversarie credibili a 145 libbre e lei non può scendere fino ai gallo.

Holly Holm 5: va detto che per questa categoria ha praticamente dovuto fare un taglio del peso al contrario e che la sua categoria naturale e più congeniale è un’altra. Il gameplan era anche azzeccato, sfruttare al massimo il suo meraviglioso footwork per tenersi fuori dai colpi di Cyborg, peccato per lei che non sia riuscita a portarlo avanti con costanza. Deve tornare nella sua vera categoria, i gallo, e con una vittoria contro una top 5, magari  Raquel Pennington potrebbe avere un altro match titolato.

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Andrea Brenna

Studente di Scienze umanistiche per la comunicazione e grande appassionato di sport, scopro le MMA solamente un paio di anni fa ma è stato subito amore a prima vista.

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