Intervista con Leon Aliu prima di IFC 2 dove combatterà nel main event della card dell’Italian Fighting Champioship 2, che si disputerà a Dolo questo fine settimana. Il match sarà valido per il titolo pesi medi IFC ed è sicuramente l’incontro più interessante possibile nel panorama italiano dei pesi medi.

Escludendo i nostri due portacolori in UFC, Sakara che verosimilmente non  vedremo più nei pesi medi e Mattia Schiavolin, dall’importante curriculum internazionale, Pietro Penini contro Leon Aliu rappresenta il top in Italia. Perché nel ranking di MMA Ranking Italia sono al quinto e sesto posto e perché entrambi sono due finalizzatori capaci di concludere 10 delle loro 12 vittorie prima del limite.

L’imbattuto Leon Aliu è consapevole di questo, ma allo stesso tempo appare molto tranquillo e sicuro delle proprie capacità per questo suo settimo match da professionista.

Questa l’intervista con Leon Aliu prima di IFC 2.

Come stai, com’è andata la preparazione?

La preparazione è andata bene. L’ho fatta qui all’Iron Team di Reggio Emilia e un po’ al Khalid Fight Team a Cecina. È andato tutto liscio e siamo pronti: sabato vedremo i frutti di questo mio allenamento.

Su cosa ti sei soffermato principalmente in vista dei cinque round e rispetto all’avversario che avrai davanti?

Ho lavorato molto sulla preparazione dei cinque round per quanto riguarda la gestione del cardio, invece per quanto riguarda la forza diciamo che bene o male si lavora sempre allo stesso modo.

Abbiamo lavorato molto su determinate cose che bisogna usare contro di lui: come difendere, come attaccare su quali possono essere i suoi punti deboli e su cosa lui è pericoloso.

Il fatto che sia tu sia Penini siate entrambi finalizzatori determina un tipo di preparazione diverso sui 5 round? Hai fatto una lavoro indirizzato a chiudere subito l’incontro?

Diciamo che si fanno tutti e due. Non sempre il piano A funziona e devi avere sempre il piano B pronto.

Si lavora su entrambe le cose: il primo obiettivo è la finalizzazione, il KO, o il ko tenico, se invece si vede che siamo entrambi dei duri, poi li entra in gioco il cardio.

Quanto conta questo match nell’economia della tua carriera?

Ogni match è quello più importante per la mia carriera, quindi conta tantissimo. Vale per il record, vale per il futuro c’è una cintura c’è la visibilità…

Hai la sensazione che possa essere un match da punto di svolta

Ovviamente si, perché il record aumenta un’altra vittoria fa bene.

Ti dico onestamente, perché mi piace rimanere con i piedi per terra, non è che mi apre chissà che porte dopo può esserci il match all’estero che sono più difficili, però che questo match sia un grande svolta non lo penso sinceramente: io non sono nessuno come lui non è nessuno, alla fine è un match importante per tutti e due per quanto riguarda le MMA in italia.

Nel ranking siamo 5 e 6: i primi 4 sono Vettori, Sakara, Di Chirico e Schivolin gente che ha fatto incontri all’estero in promotion importanti contro atleti UFC e noi a questo punto non siamo ancora arrivati.

Quindi, non senti una pressione maggiore rispetto agli altri incontri…

No, diciamo che la pressione è sempre allo stesso.

Dopo questo incontro pensi di combattere all’estero?

Certamente, in caso di vittoria vorrei puntare all’estero in qualche grande promotion, il Cage Warriors non mi dispiacerebbe.

Infine cosa dobbiamo aspettarci da questo prossimo incontro?

Semplicemente un match molto combattuto. Ognuno di noi due farà il suo lavoro e il suo dovere.

Volevo ringraziare L’Iron Team di Reggio Emilia e il Khalid Team di Cecina che mi accolgono sempre come in una famiglia e tutte le palestre tra Reggio, Modena e Parma.

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Marco DallAcqua

Nato e cresciuto con la passione per la pallacanestro, scopro le MMA con l’incontro tra Brain Stann e Wanderlei Silva. Da li è amore a prima vista. Da quel 2013 seguo le MMA con grande passione, parlando di UFC e MMA italiane attraverso il blog di MMA Talks.

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