Intervista con la vincitrice di UFC 216, Mara Romero Borella, la prima donna italiana in UFC, che racconta alcuni aneddoti riguardo la sua esperienza con le mma.

Nell’arco di una settimana sono successe molti cambiamenti nella vita di Mara Romero Borella (12-4): prima la chiamata da parte dell’UFC, poi l’attenzione del mondo delle mma italiane (e non solo) addosso, l’esordio nella main card di UFC 216 (la prima dei fighter italiani di nuova generazione a combattere in una main) e poi la vittoria.

Nel frattempo, ha trovato anche il tempo di conquistare tutti con il suo sorriso genuino. La notte tra il 7 e l’8 ottobre, infatti, tutta l’Italia era incollata ai teleschermi per tifare Mara.

Ho raggiunto di nuovo l’atleta italiana per farle qualche domanda, approfittando della sua disponibilità e del fatto che fosse rientrata in Italia per qualche giorno. Ne è uscita una piacevole chiacchierata che riporto all’attenzione dei nostri lettori.

Ciao Mara e bentornata su 4once. Nella nostra ultima intervista mi sono dimenticato di farti la domanda di rito per chi intervisto, quando hai iniziato ad allenarti nelle mma?

Ho iniziato cinque anni fa a Piacenza, dal mio amico Sasha Vukelic. Ci siamo ritrovati a una gara di mma dilettanti e lì ne abbiamo parlato un po’ e mi ha detto di provare. A Piacenza c’era poco riscontro, così mi ha fatto conoscere l’istruttore Gianluigi Tedoldi della stessa palestra, ma con la sede a Brescia. Mi sono spostata a Brescia per allenarmi e non mi sono più fermata. Ho integrato con Stefano Meneghel per il bjj e Omar Vergallo per lo striking. Questo fino ad aprile, quando ho iniziato a far parte del ATT, ora Parrumpa (Marcos da Matta nda) è il mio head coach.

Invece all’American Top Team come ci sei finita?

Il biglietto e la possibilità di provare e mettermi in gioco me l’hanno offerto i miei compagni di palestra della Mixed Martial Pro Team e della Ludus Magnum, insieme la mia famiglia. Hanno fatto una colletta, a me hanno detto che c’era uno sponsor che pagava questa mia possibilità. Il via me l’hanno dato loro, poi quando sono andata alla ATT mi sono fatta il culo per far vedere chi è Mara. Mi hanno valutata e da lì ho fatto parte del team.
Da sola non ce l’avrei mai fatta, è una spesa economica che non sarei riuscita a fare da oggi al domani. È stato un bellissimo regalo, Omar (Vergallo) mi ha dato la possibilità di fare uno stage e mi ha dato tutti i soldi dello stage. Tutti hanno raccolto i soldi senza dirmi niente fino all’ultimo, non so come hanno fatto, a me è difficile nascondere le cose.
Io sono andata negli Stati Uniti con niente. Tutti ci hanno creduto, è stata una bella occasione e dovevo coglierla. Sono dovuta andare negli States per arrivare dove sono ora.

Quanto costa vivere e allenarsi all’ATT?

Il biglietto costa intorno ai 800 euro, l’affitto della mia stanza 500 dollari al mese mentre l’allenamento da esterno al team costa 400 dollari al mese. Se calcoli anche 200/300 dollari al mese per il cibo, esci intorno ai 2000 euro più o meno. Sì, sui 2000€, biglietto compreso, con questo sono riuscita a fare i primi due mesi.

A che punto sono le WMMA in Italia?

Devono crescere, io qui mi sono sempre allenata coi ragazzi. Italia non ci sono tante ragazze con cui allenarsi. Spero che con questa vittoria in UFC le cose migliorino, che sia una spinta in più per le WMMA. Però ci sono davvero poche ragazze.

Eri nervosa prima di entrare in gabbia oppure era solo un’impressione televisiva?

Il primo impatto mi ha tolto il fiato, poi sono scoppiata a ridere per l’emozione e sono stata invasa da un’energia positiva. Quando è arrivata la telecamere pensavo “Guarda quanta gente che c’è, guarda quant’è grosso questo posto, la gabbia è là e adesso tocca a me!”. All’inizio quando ero appena arrivata all’arena non c’era così tanta gente. Vederla prima e vederla dopo ha avuto un certo impatto. Tanta roba, però, davvero bello!

Ti ha sorpreso qualcosa nel tuo ultimo incontro?

Noi abbiamo lavorato sullo scambiare in piedi e portare a terra, questo è il mio stile. Il match era stato impostato sui tre round, non c’era fretta. Mi ha sorpresa che sono riuscita subito a prendere il tempo per entrare con il takedown e non aver scambiato tanto in piedi. Sono soddisfatta, comunque.

Hai già un’idea, anche vaga, sul tuo ritorno in gabbia e magari un nome che vorresti affrontare?

Tornerò con l’anno nuovo, adesso non penso. È una categoria nuova la mia e non so come la gestiranno. A dicembre finisce il TUF e da lì uscirà la prima campionessa delle 125 libbre. Dopo si capirà come andrà a evolvere. Arriveranno altre atlete, molte passeranno dai 51 ai 56 e altre scenderanno dai 62. Non si sa chi ci sarà ancora nella categoria, non ci sono ancora nomi e quindi non ti so dire.

,
Tudor Leonte

Alla perenne rincorsa del tesserino da giornalista pubblicista, ho scritto di MMA per alcune testate giornalistiche italiane e altri siti del settore. Al momento collaboro con Sherdog.com. Scrivo cose, intervisto gente, mi diverto.

Leggi anche